The Chemical Brothers – Swoon Official – Video
Here we’re, the new single from Chemical Bros, the loop it’s like a Vuvuzela!
I love the colors and the concept as usual!
Here we’re, the new single from Chemical Bros, the loop it’s like a Vuvuzela!
I love the colors and the concept as usual!
Dai voce alla jungla, è questo il nome del progetto che ha davvero vinto la battaglia della comunicazione politica in questa campagna elettorale.
Andando sul loro sito si possono vedere tutte le immagini dei manifesti “colpiti” dal gorilla col bananone che, armato di fumetto dice la sua senza troppi mezzi termini.
L’idea è semplice quanto geniale, appiccicare sui manifesti questo adesivo (sticker) di un gorilla come un fumetto e scriverci dentro col pennarello (quello con la punta spessa!) quello che pensi del candidato “colpito”.
Vibra come uno schiaffo ben assestato, il emssagio è chiaro diretto, magari volgare, ma ha un suo effetto, scatena delle reazioni.
La comunicazione politica è sempre più banale e imbarazzante, nonostante figuracce, scandali e altre magagne, i nostri politici (o aspiranti tali) continuano a non capire che internet va trattato come un mezzo di comunicazione completamente diverso e destrutturato rispetto ai media tradizionali. Non percepiscono, né loro né tanto meno questi sedicenti spin doctors, che la comunicazione pensata e creata per un manifesto, forse su un banner 120×120 pixel non funziona! Forse non riescono a capire che un video di 6 minuti con inquadratura fissa con uno che parla con eco e con un tono di voce flemmatico, non è il massimo della comunicazione. Così ti ritrovi video di bassissima definizione e pessima qualità audio (magari registrati col cellulare, perchè spendere centinaia d’euro per santini che sono cestinati si, comprare una camera youtube ready macchèmancoseneparla!) dove non si capisce una mazza di quello che è detto e ti sale il mal di mare per la qualità della ripresa.
Aprire una fanpage di facebook non basta a creare un network attivo, non basta condividere due lanci d’ansa al giorno per essere convinti che il sito è aggiornato, o semplicemente copiare e incollare i comunicati stampa, ho detto stampa non comunicati web.
Allora ben vengano queste iniziative (quella del gorillone intendo), sia per motivi politici e culturali (la controinformazione non è mai un male secondo me), ma anche per motivi estetici, il simpatico animale null’altro fa che rendere leggermente più vivaci i manifesti e i santini che girano e devastano le nostre città in questi giorni (e chissà per quanti altri ancora), insomma rendiamo la vita difficile a chi strazia la comunicazione visiva con idee vecchie come il cucco e con un gusto spesso raccapricciante.
Parliamo di contenuti, a mio avviso anche questa tornata è stata sprecata dai protagonisti con i soliti capricci e gli stessi dibattiti sui soliti temi con le stesse parole e cosa ancora più preoccupante proponendo le medesime soluzioni.
Unica novità, tutti questi faccioni adesso hanno il profilo su facebook, molti lo vorrebbero anche su twitter (se solo sapessero effettivamente cos’è e come funziona) e qualche avanguardista addirittura ti nomina anche friendfeed (mi stavo commuovendo un uomo leggenda vi giuro!), purtroppo, però spesso questi profili sono gestiti dai figli 16 o da povere neolaureate che a malapena sanno utilizzare Word si ritrovano a condividere informazioni e a cercare di creare e mantenere vivo il network.
Viva il gorillone, lunga vita al gorillone!
gran bella sorpresa sentire il nuovo lavoro del Piotta, uscito dal tunnel del giaguaro e del monnezza style, si è reinventato. Piotta, genuino e poco furbacchione, mette in fila tracce apprezzabili con testi assolutamente non banali.
Mica solo perchè uno si chiama Piotta ed è un pò rotondetto deve dire solo fregnacce, invece il rapper de Roma spigne, e lo fa con stile.
Le mie tracce preferite sono:
Solite conferme da questo artista che ha uno spessore eccezionale, che dire, da ascoltare allo sfinimento!
mi ricordano i prozac+, almeno la voce della cantante!
è la traccia che preferisco, il video per adesso mi piace un bel pò
Mi ricordano troppo i Joy Division, e le atmosfere cupe delle città industriali e poco umane dei sobborghi made in UK, cielo plumbeo, odore di fritto e di birra!

stanze del casale Elba
Capita di stare in posto e di portarselo dentro per vari motivi.
Capita di partire per un viaggio e di tornare da un’esperienza.
Capita di incontrare gente e di ricordare persone e personalità che ti piacerebbe frequentare.
Essere accolti alle “Stanze del Casale” (http://www.lestanzedelcasale.com/) produce questi strani effetti collaterali alla già frizzante estasi vacanziera.
Il gusto piacevolmente disordinato e random dell’arredamento, le essenze delle piante che adornano il casale, l’acquolina che ogni mattina ti sale respirando a pieni polmoni i profumi della prima colazione, sono soltanto alcuni degli ingredienti della magica ricetta d’ospitalità che il Casale sa regalare ai suoi ospiti.
C’è stato affermato che c’è una energia buona in quel fazzoletto di terra Elbano, non possiamo che confermare, te lo porti dietro e il ricordo ti rende meno amaro il ritorno alla routine cittadina.
con questa traccia si rimettevano in moto i rilassatissimi neuroni
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