Archivio dei Tag: preghiera

Preghiera 11 marzo 2009

Prete bolognese che hai negato l’assoluzione alla mia amica che fa l’amore con un signore sposato, non mi permetto di eccepire, magari non era pentita. Però ti voglio fare una domanda: Se una domenica, in chiesa al momento della comunione, viene verso di te uno cattolico strappasondino, non dico Ignazio Marino che non lo riconosceresti ma un faccione più televisivo tipo Dario Franceschini o Rosy Bindi, tu che fai, la particola gliela dai? Vorrei capire i tuoi criteri di giudizio, se riconosci come diverse, molto diverse, le colpe di chi privatamente dà qualcosa di abbastanza suo rispetto a chi pubblicamente toglie qualcosa di assolutamente non suo. Così, tanto per sapere, per regolarsi.

http://www.ilfoglio.it/preghiera/191

Camillo dixit 23/07/2008

Lambrusco, mio Lambrusco, i comunisti prima ti hanno profanato e schiacciato, livellandoti verso il basso con le cantine cooperative, e poi si sono permessi di giudicarti: “Fa schifo” secondo Oliviero Diliberto. Farà schifo il Lambrusco con Stalin in etichetta (esiste), farà schifo il Lambrusco delle aziende aderenti alla Lega già diretta da Giovanni Consorte, un signore che non è diventato famoso per l’impegno profuso intorno alla qualità del vino. Fanno schifo anche i giornalisti che, sempre in ritardo di qualche decennio, a margine della polemica ti hanno descritto “pastoso, scuro, popolare, servito nelle osterie in ciotole di porcellana”. Lambrusco, mio Lambrusco, loro non sanno che quando sei prodotto da aziende private, meglio ancora se condotte da cattolici praticanti piuttosto di destra (ne conosco almeno un paio), e quando vieni servito in calici di cristallo, ridiventi ciò che eri: rosa e leggero come il capezzolo di una dea.

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Camillo dixit 17 luglio 2008

17 luglio 2008
Domenico De Masi intervistato dal Corriere si mostra soddisfatto dell’impoverimento occidentale perché gli invidiosi non avranno più nulla da invidiarci. “Se il mondo arabo non fosse stato così disperatamente povero, l’11 settembre probabilmente non ci sarebbe mai stato”. A parte la solita confusione tra arabi e musulmani (non c’erano maroniti né caldei né copti né melchiti su quegli aerei), a parte che gli attentatori erano quasi tutti laureati di buona famiglia, molti dei quali sauditi e quindi sfruttatori dei poveri immigrati cristiani in quella infelice penisola, a parte tutto, se il male si può ammansire così facilmente perché il suo festival invece che nell’elitaria Ravello non l’ha organizzato nella plebea Baia Domizia? Il lusso del Ravello Festival, con le camere d’albergo a mille euri per notte, merita una severa punizione: io non sono stato invitato e roso dall’invidia sto prendendo lezioni di volo per andarmi a schiantare contro Villa Rufolo.

l’archivio delle “preghiere”

Camillo Dixit

“Uccidete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, appostateli ovunque in imboscate”. Per salvare alcuni volumi malamente conservati in Mauritania e contenenti questa e consimili amenità, il ministero degli Esteri ha stanziato 900.000 euri e la regione Friuli-Venezia Giulia altri 300.000. Siccome gli idolatri citati nel testo siamo noi, sarebbe come se lo stato di Israele avesse finanziato il restauro di vecchie copie del “Mein Kampf”. Fa specie che sia soprattutto il Friuli a pagare il restauro di libri che proibiscono le bevande alcoliche definendole “sozzure, opere di Satana”. Prego i Nonino, i Tosolini, i Domenis, i Gravner, i Felluga, i Puiatti, di non regalare più grappe e ribolle ai politici friulani il prossimo Natale, soltanto fichi secchi.

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