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La vera comunicazione vincente di queste elezioni regionali 2010

Dai voce alla jungla, è questo il nome del progetto che ha davvero vinto la battaglia della comunicazione politica in questa campagna elettorale.
Andando sul loro sito si possono vedere tutte le immagini dei manifesti “colpiti” dal gorilla col bananone che, armato di fumetto dice la sua senza troppi mezzi termini.
L’idea è semplice quanto geniale, appiccicare sui manifesti questo adesivo (sticker) di un gorilla come un fumetto e scriverci dentro col pennarello (quello con la punta spessa!) quello che pensi del candidato “colpito”.

Vibra come uno schiaffo ben assestato, il emssagio è chiaro diretto, magari volgare, ma ha un suo effetto, scatena delle reazioni.

La comunicazione politica è sempre più banale e imbarazzante, nonostante figuracce, scandali e altre magagne, i nostri politici (o aspiranti tali) continuano a non capire che internet va trattato come un mezzo di comunicazione completamente diverso e destrutturato rispetto ai media tradizionali. Non percepiscono, né loro né tanto meno questi sedicenti spin doctors, che la comunicazione pensata e creata per un manifesto, forse su un banner 120×120 pixel non funziona! Forse non riescono a capire che un video di 6 minuti con inquadratura fissa con uno che parla con eco e con un tono di voce flemmatico,  non è il massimo della comunicazione. Così ti ritrovi video di bassissima definizione e pessima qualità audio (magari registrati col cellulare, perchè spendere centinaia d’euro per santini che sono cestinati si, comprare una camera youtube ready macchèmancoseneparla!) dove non si capisce una mazza di quello che è detto e ti sale il mal di mare per la qualità della ripresa.

Aprire una fanpage di facebook non basta a creare un network attivo, non basta condividere due lanci d’ansa al giorno per essere convinti che il sito è aggiornato, o semplicemente copiare e incollare i comunicati stampa, ho detto stampa non comunicati web.

Allora ben vengano queste iniziative (quella del gorillone intendo), sia per motivi politici e culturali (la controinformazione non è mai un male secondo me), ma anche per motivi estetici, il simpatico animale null’altro fa che rendere leggermente più vivaci i manifesti e i santini che girano e devastano le nostre città in questi giorni (e chissà per quanti altri ancora), insomma rendiamo la vita difficile a chi strazia la comunicazione visiva con idee vecchie come il cucco e con un gusto spesso raccapricciante.

Parliamo di contenuti, a mio avviso anche questa tornata è stata sprecata dai protagonisti con i soliti capricci e gli stessi dibattiti sui soliti temi con le stesse parole e cosa ancora più preoccupante proponendo le medesime soluzioni.
Unica novità, tutti questi faccioni adesso hanno il profilo su facebook, molti lo vorrebbero anche su twitter (se solo sapessero effettivamente cos’è e come funziona) e qualche avanguardista addirittura ti nomina anche friendfeed (mi stavo commuovendo un uomo leggenda vi giuro!), purtroppo, però spesso questi profili sono gestiti dai figli 16 o da povere neolaureate che a malapena sanno utilizzare Word si ritrovano a condividere informazioni e a cercare di creare e mantenere vivo il network.

Viva il gorillone, lunga vita al gorillone!

quel trans di Marrazzo

dopamino

secondo me il MarrazzoTrans soffriva di fenomeni di autocombustione

via FriendFeed.

Ffwebmagazine – Signorini nel nostro pantheon? Noi preferiamo ancora Montanelli…

rabbrividiamo!

«Ad ognuno il Pantheon di destra che si merita. In quello affollato di noi pennaioli, oltre all’irremovibile Montanelli e alla sua genìa, può persino sfilarsi Giuliano Ferrara ed entrare Alfono Signorini, vero Mazarino della Real Casa. Vivaddio, non è un intellettuale; e il colpo di pistola non può scappare…»

via Ffwebmagazine – Signorini nel nostro pantheon? Noi preferiamo ancora Montanelli….

Ffwebmagazine – Se anche Saviano cita Almirante…

La destra e la riscoperta della battaglia per la legalità

Se anche Saviano

cita Almirante…

di Caterina Consoli «I ragazzi del Secolo d’Italia ne hanno combinata un’altra, rompendo il tabù che vorrebbe la parola “legalità” appannaggio della sinistra. E invece, fin dal titolo, rivendicano la storia missina», così Repubblica commentava ieri il numero speciale che il quotidiano diretto da Flavia Perina ha dedicato al recupero di quello “spirito” che nel ’92 caratterizzò la risposta di tutto un popolo alle stragi di mafia. Già, perché in quella stagione la destra fu partecipe e protagonista. Nelle piazze, nel rinnovamento generazionale e anche nel ricambio politico che seguì alla caduta in blocco della Prima Repubblica. Prima delle manifestazioni di proteste per le stragi del ’92, il nome di Paolo Borsellino era stato, come ricordato dal vicepresidente della Commissione nazionale antimafia Fabio Granata, l’ospite d’onore alla festa del Fronte della gioventù che si tenne a Siracusa. Non è un caso, allora, che dopo la sua uccisione in via D’Amelio il giudice palermitano sia diventato il punto di riferimento di tutto un mondo politico ma non solo. E che quello della legalità poi fosse un tema sentito a livello nazionale lo dimostrò persino il primo “girotondo” di protesta: che fu opera proprio dei giovani di destra i quali manifestarono così il primo aprile del 1993 a piazza Montecitorio contro il “Parlamento degli inquisiti”.

via Ffwebmagazine – Se anche Saviano cita Almirante….

una volta tanto…

marchino travaglino

marchino travaglino

 

ha messo su una bicamerale a ore

via Annozero, Travaglio parla di Tarantini. Ed è subito scontro sul caso escort – Affaritaliani.it.

Gaetano Cappelli – Lucania (e)saudita

http://lucaniaelettrica.wordpress.com/2008/11/15/la-mia-lucania-esaudita-di-gaetano-cappelli/schizzi di petrolio

 

Parlamentari maratoneti

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3068520108
ma se invece di correre semplicemente LAVORASSERO?
Poi mi chiedo chi paga le spese per mandarli alla maratona di New York?

previti spaparanzato che dorme

previti spaparanzato che dorme

Fascista a chi?

troppo facile confondere la lana con la seta, troppo facile dire che non ci sono più le mezze stagioni e appare anche fin troppo facile ogni volta che qualsiasi essere primordiale fà qualche cazzata appiccicargli l’adesivo da “fascista“.

Un manipolo di deficenti che picchia un uomo anche se hanno la svastica da qualche parte rimane innazitutto un manipolo di deficienti.
Sarebbe più utile cercare di far passare questo messaggio invece di cominciare a spargere panico sulla presunta svolta “nera” della capitale. I fatti del pigneto non centrano nulla con le politiche di controllo dell’immigrazione e col piano sicurezza che sta iniziando a prendere atto a Roma.

Quello che mi auguro e che una volta presi questi fighetti ci restino al gabbio.

Novemaggio

trenta anni fà la voce di una carogna annunciava che il corpo di Aldo Moro si trovava buttato come un sacco nel bagagliaio di una Renault4 in via Caetani a Roma.

Il nostro presidente comunista ha detto: “fu freddamente ucciso con disumana ferocia da chi tentava inutilmente di impedire un programma coraggioso e lungimirante”

onestamente non sò se le Sue parole sono sincere o decretate dalla sua posizione istituzionale, ma sicuramente rispecchiano appieno quello che è davvero successo.
Aldo Moro era un uomo che credeva fosse possibile superare le miopie dello schieramente politico per pensare al benessere della propria patria, un sognatore certo, ma non un irresponsabile o un farlocco gaglioffo stile seconda repubblica.

a ricordo…

Aldo Moro via Caetani

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tag: aldo moro, brigate rosse, giorgio napolitano

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