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Lapidarne uno per educarne cento – [ Il Foglio.it › Zakor ]

Lapidarne uno per educarne cento

Un ragazzo somalo, colpevole di adulterio, è stato giustiziato tramite lapidazione davanti a una folla di trecento persone nella città di Merka, in Somalia. La sua amante, incinta, subirà la stessa sorte, ma solo dopo aver dato alla luce il bambino. Il villaggio è stato costretto ad assistere. Nella città meridionale di Kismayo lo scorso anno un ragazzina di 13 anni è stata massacrata a colpi di pietre per adulterio. Secondo i gruppi di difesa dei diritti umani la ragazzina era stata violentata. Disonorata. Sono oltre 10mila le vittime nella guerra delle corti islamiche. Lapidarne uno per educarne cento, come nel noto adagio brigatista.

di Giulio Meotti

via Lapidarne uno per educarne cento – [ Il Foglio.it › Zakor ].

Preghiera 11 marzo 2009

Prete bolognese che hai negato l’assoluzione alla mia amica che fa l’amore con un signore sposato, non mi permetto di eccepire, magari non era pentita. Però ti voglio fare una domanda: Se una domenica, in chiesa al momento della comunione, viene verso di te uno cattolico strappasondino, non dico Ignazio Marino che non lo riconosceresti ma un faccione più televisivo tipo Dario Franceschini o Rosy Bindi, tu che fai, la particola gliela dai? Vorrei capire i tuoi criteri di giudizio, se riconosci come diverse, molto diverse, le colpe di chi privatamente dà qualcosa di abbastanza suo rispetto a chi pubblicamente toglie qualcosa di assolutamente non suo. Così, tanto per sapere, per regolarsi.

http://www.ilfoglio.it/preghiera/191

Preghiera 3 marzo 2009 – Camillo Langone

Il duce Benito Mussolini aveva bisogno di qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo delle trattative di pace. La sottosegretaria Francesca Martini ha bisogno di qualche centinaio di bambini sbranati e sfigurati per sedersi al tavolino salottiero dell’animalismo per signore. Nella sua ordinanza per la “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani” non è prevista una lista di razze proibite perché i pitbull, povere bestie, sarebbero mordaci per colpa dei loro padroni. Non bisogna reprimere ma comprendere, cercare una soluzione condivisa, mostrare ai cani feroci l’ordinanza che dovrebbe ammansirli, in nome di un nuovo, idilliaco rapporto fra zanne e polpacci. Un Piazzale Loreto non lo si augura a nessuno, ma quando i politici perdono il lume della ragione, un 25 Luglio è quello che ci vuole: urge un ordine del giorno Zaia per sfiduciare la collega di governo e di partito (incredibile ma vero, la sottosegretaria che trasferisce l’idea sessantottina dell’irresponsabilità personale dagli uomini ai cani è leghista) e ne disponga l’immediato trasferimento a Campo Imperatore, patria dell’iroso molosso abruzzese, fra l’altro.

di Camillo Langone

Movimento liberazione del piede

echecazz, uno non può gustarsi il materno caffè e leggersi il proprio quotidiano odoroso di inchiostro che gli tocca apprendere dell’ennessimo sfregio all’estetica e alla dignità dell’essere umano.

Da sempre quando posso combatto l’estrnazione del piede libero, di questo dilagare di ciabatte di cuoio, di infradito di plastica e gomma, di improbabili sandali presi in prestito dalla moda femminea o peggio che peggio dei birkenstock.

Queste truppe ciabattate si aggirano per le nostre città, strusciano i loro piedacci nei cinema, nei locali all’aperto, nei centri commerciali e fianache sugli orribili scooteroni (se poi ci cadi voglio vedere come te lo sfrantumi quel piedaccio!).
Con questa storia del Global Warming stanno buttando giù delle stronzate allucinanti tipo che negli uffici sono ammessi shorts e calzature aperte (ciabatte!) per risparmiare sull’aria condizionata, ma a qualcuno è sfuggito che i beduini per resistere ai gradi del deserto si coprono per intero e bevono thè caldo?

Auguro a tutte le donne che non si ribellano a questo sfregio un fidanzato con le crocs verdi!