Preghiera del 17 dicembre 2009 – [ Il Foglio.it › Preghiera ]
ma intanto il cachemire riscalda meglio dei buoni propositi…
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La Faglia tra destra e sinistra è il peccato
Langone risponde alle critiche del Secolo: tradizionalista sarà tua sorella
Io sono un uomo d’ordine e Luciano Lanna e Franco Cardini sono due disordinati, tengono i loro articoli e i loro libri come gli studenti fuorisede tengono le loro stanzette: nessuna cosa al suo posto. Lanna, sul Secolo d’Italia da lui diretto, colpisce la Destra Divina usando gli argomenti di Cardini, un appassionato di minareti che sarebbe un tradizionalista come il sottoscritto. A parte che ogni volta che sento la parola “tradizionalista” la mia mano è irresistibilmente attratta dal mouse: tradizionalista sarà tua sorella, mi viene voglia di scrivere a Lanna.
© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO
di Camillo Langone
22 novembre 2009
“Mettetevi in cammino, non siate pigri, perché dalla vostra meraviglia deriva la vita dell’arte, dei luoghi, del nostro paese: l’Italia delle meraviglie”. Nella prefazione del suo ultimo libro, appunto “L’Italia delle meraviglie” (Bompiani), Vittorio Sgarbi sostiene che l’Italia è unita dalle sue bellezze artistiche. Quindi i pericoli per l’unità non vengono dalla Lega bensì dalle agenzie di viaggio, che strappano milioni di italiani dai tesori degli avi caricandoli su aerei bestiame con destinazione New York e Mari del Sud. Oggi che nessuno fa più il militare a Cuneo, nessuno va più a Cuneo, mentre tutti conoscono Barcellona perché al posto della leva hanno messo l’Erasmus. Serpeggia un patriottismo biforcuto che di un’Italia plurale non teme gli eventuali ostacoli alla libera circolazione verso il Sacro Monte di Cerveno (pagina 31 del libro sgarbiano) o il castello di Corigliano Calabro (pagina 221) ma l’eventuale freno alle elargizioni del governo centrale (pensioni, stipendi pubblici…). Che il San Giorgio di Cosmè Tura (pagina 79) lo trafigga con la sua lancia bellissima.
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13 novembre 2009
Novembre è il più crudele dei mesi, per l’amante dei libri. Gli editori, sperando nelle vendite pre-natalizie, in questo periodo pubblicano un vagone di libri al giorno e anche solo sfogliare tutti quelli potenzialmente interessanti diventa materialmente impossibile. Vivo nel rimpianto delle belle pagine che mi rimarranno ignote ma davvero non posso leggere più di quanto già faccia, sia per mancanza di tempo sia perché temo, con Schopenhauer, che la pila di libri sul comodino sia una minaccia alla mia intelligenza: “Quando leggiamo, un altro pensa al posto nostro. La nostra testa, durante la lettura, altro non è che il teatro di pensieri estranei. Di qui deriva che chi legge molto smarrisce la facoltà del pensare da sé. Proprio questo è il caso di parecchi dotti: si sono rimbecilliti col leggere”. Sulla scorta del filosofo di Danzica invito a leggere con moderazione, centellinando il piacere, e quindi a preferire i piccoli libri, i piccoli giornali, soprattutto le piccole rubriche.
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Lambrusco, mio Lambrusco, i comunisti prima ti hanno profanato e schiacciato, livellandoti verso il basso con le cantine cooperative, e poi si sono permessi di giudicarti: “Fa schifo” secondo Oliviero Diliberto. Farà schifo il Lambrusco con Stalin in etichetta (esiste), farà schifo il Lambrusco delle aziende aderenti alla Lega già diretta da Giovanni Consorte, un signore che non è diventato famoso per l’impegno profuso intorno alla qualità del vino. Fanno schifo anche i giornalisti che, sempre in ritardo di qualche decennio, a margine della polemica ti hanno descritto “pastoso, scuro, popolare, servito nelle osterie in ciotole di porcellana”. Lambrusco, mio Lambrusco, loro non sanno che quando sei prodotto da aziende private, meglio ancora se condotte da cattolici praticanti piuttosto di destra (ne conosco almeno un paio), e quando vieni servito in calici di cristallo, ridiventi ciò che eri: rosa e leggero come il capezzolo di una dea.
17 luglio 2008
Domenico De Masi intervistato dal Corriere si mostra soddisfatto dell’impoverimento occidentale perché gli invidiosi non avranno più nulla da invidiarci. “Se il mondo arabo non fosse stato così disperatamente povero, l’11 settembre probabilmente non ci sarebbe mai stato”. A parte la solita confusione tra arabi e musulmani (non c’erano maroniti né caldei né copti né melchiti su quegli aerei), a parte che gli attentatori erano quasi tutti laureati di buona famiglia, molti dei quali sauditi e quindi sfruttatori dei poveri immigrati cristiani in quella infelice penisola, a parte tutto, se il male si può ammansire così facilmente perché il suo festival invece che nell’elitaria Ravello non l’ha organizzato nella plebea Baia Domizia? Il lusso del Ravello Festival, con le camere d’albergo a mille euri per notte, merita una severa punizione: io non sono stato invitato e roso dall’invidia sto prendendo lezioni di volo per andarmi a schiantare contro Villa Rufolo.
ti capita a volte sotto un caldo bestia di leggere con famelico interesse un articolo,
ti capita a volte bordo piscina all’ombra del colosseo di leggere di amori che vanno contro le regole, di ragazzi che credono, che legano il pensare all’agire in maniera inossidabile, senza preoccuparsi delle conseguenza, inconscenti, spavaldi, forse cattivi.
Ti capita anche di leggere di un “cuore nero” che batte tra la ricca borghese e il proletario in armi che come il caso (o caos) vuole sono in ruoli ribaltati di destra e sinistra estreme.
L’articolo è di Pietrangelo Buttafuoco, descrive con lucidità delirante il libro di Riccardo Arena “Quello che veramente ami” Flaccovio editore € 13.5 (prefazione e postfazione comprese).
“Uccidete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, appostateli ovunque in imboscate”. Per salvare alcuni volumi malamente conservati in Mauritania e contenenti questa e consimili amenità, il ministero degli Esteri ha stanziato 900.000 euri e la regione Friuli-Venezia Giulia altri 300.000. Siccome gli idolatri citati nel testo siamo noi, sarebbe come se lo stato di Israele avesse finanziato il restauro di vecchie copie del “Mein Kampf”. Fa specie che sia soprattutto il Friuli a pagare il restauro di libri che proibiscono le bevande alcoliche definendole “sozzure, opere di Satana”. Prego i Nonino, i Tosolini, i Domenis, i Gravner, i Felluga, i Puiatti, di non regalare più grappe e ribolle ai politici friulani il prossimo Natale, soltanto fichi secchi.
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