Archivio dei Tag: destra

Ffwebmagazine – Google contro Pechino. Meglio tardi che mai

Basta con censure e spionaggio. E scende in campo anche Hillary Clinton

Google contro Pechino.

Meglio tardi che mai

via Ffwebmagazine – Google contro Pechino. Meglio tardi che mai.
Dalle mie parti si dice “A PENSARE MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI AZZECCA“, non credo che la questione sia tutta incentrata su una indefessa volontà di google di difendere i diritti umani, quanto piuttosto la paura che battaglioni tecnologici di cinesini operosi smontino pezzo pezzo il giocattolone di internet!

Langone risponde alle critiche del Secolo: tradizionalista sarà tua sorella – [ Il Foglio.it › La giornata ]

La Faglia tra destra e sinistra è il peccato

Langone risponde alle critiche del Secolo: tradizionalista sarà tua sorella

Io sono un uomo d’ordine e Luciano Lanna e Franco Cardini sono due disordinati, tengono i loro articoli e i loro libri come gli studenti fuorisede tengono le loro stanzette: nessuna cosa al suo posto. Lanna, sul Secolo d’Italia da lui diretto, colpisce la Destra Divina usando gli argomenti di Cardini, un appassionato di minareti che sarebbe un tradizionalista come il sottoscritto. A parte che ogni volta che sento la parola “tradizionalista” la mia mano è irresistibilmente attratta dal mouse: tradizionalista sarà tua sorella, mi viene voglia di scrivere a Lanna.

© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

di Camillo Langone

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Ffwebmagazine – Signorini nel nostro pantheon? Noi preferiamo ancora Montanelli…

rabbrividiamo!

«Ad ognuno il Pantheon di destra che si merita. In quello affollato di noi pennaioli, oltre all’irremovibile Montanelli e alla sua genìa, può persino sfilarsi Giuliano Ferrara ed entrare Alfono Signorini, vero Mazarino della Real Casa. Vivaddio, non è un intellettuale; e il colpo di pistola non può scappare…»

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Ffwebmagazine – Se anche Saviano cita Almirante…

La destra e la riscoperta della battaglia per la legalità

Se anche Saviano

cita Almirante…

di Caterina Consoli «I ragazzi del Secolo d’Italia ne hanno combinata un’altra, rompendo il tabù che vorrebbe la parola “legalità” appannaggio della sinistra. E invece, fin dal titolo, rivendicano la storia missina», così Repubblica commentava ieri il numero speciale che il quotidiano diretto da Flavia Perina ha dedicato al recupero di quello “spirito” che nel ’92 caratterizzò la risposta di tutto un popolo alle stragi di mafia. Già, perché in quella stagione la destra fu partecipe e protagonista. Nelle piazze, nel rinnovamento generazionale e anche nel ricambio politico che seguì alla caduta in blocco della Prima Repubblica. Prima delle manifestazioni di proteste per le stragi del ’92, il nome di Paolo Borsellino era stato, come ricordato dal vicepresidente della Commissione nazionale antimafia Fabio Granata, l’ospite d’onore alla festa del Fronte della gioventù che si tenne a Siracusa. Non è un caso, allora, che dopo la sua uccisione in via D’Amelio il giudice palermitano sia diventato il punto di riferimento di tutto un mondo politico ma non solo. E che quello della legalità poi fosse un tema sentito a livello nazionale lo dimostrò persino il primo “girotondo” di protesta: che fu opera proprio dei giovani di destra i quali manifestarono così il primo aprile del 1993 a piazza Montecitorio contro il “Parlamento degli inquisiti”.

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Cuore nero

cuore nero

ti capita a volte sotto un caldo bestia di leggere con famelico interesse un articolo,
ti capita a volte bordo piscina all’ombra del colosseo di leggere di amori che vanno contro le regole, di ragazzi che credono, che legano il pensare all’agire in maniera inossidabile, senza preoccuparsi delle conseguenza, inconscenti, spavaldi, forse cattivi.

Ti capita anche di leggere di un “cuore nero” che batte tra la ricca borghese e il proletario in armi che come il caso (o caos) vuole sono in ruoli ribaltati di destra e sinistra estreme.

L’articolo è di Pietrangelo Buttafuoco, descrive con lucidità delirante il libro di Riccardo Arena “Quello che veramente ami” Flaccovio editore € 13.5 (prefazione e postfazione comprese).

L’incipit del libro è qua